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La bufala sui RAEE

Alcuni nostri clienti hanno ricevuto una newsletter di una società privata che sostiene di essere il punto di riferimento europeo (?) , dove si dice che dal 8 ottobre sarebbe successo il finimondo se non si fossero iscritti al centro di coordinamento RAEE…magari attraverso i servizi del mittente della mail stessa.

Peccato che questi installatori e manutentori che hanno ricevuto la sollecitazione non producono RAEE e questa mail ha creato ansia e disagio per nulla.

Ognuno cerca di farsi pubblicità e attirare l’attenzione come vuole…ma guardiamo i fatti: in primo luogo l’obbligo dell’iscrizione al CDC RAEE risale almeno alla legge 166 del 2024 che modificava la legge 49/2015 e abrogava il DM 65/2010…cosa di cui, come tanti, abbiamo dato notizia anche noi…all’inizio dell’anno.

Quest’obbligo deve essere inoltre contestualizzato a chi produce rifiuti RAEE, per lo più appartenente alla categoria D6 (in prevalenza punti vendita ma comprendente anche certi installatori e i centri assistenza), attui la raccolta detta “semplificata” e abbia intenzione di sottoscrivere le condizioni di servizio che, come è stato evidenziato nei nostri incontri da diversi installatori, in più d’un occasione ha creato molte perplessità agli appartenenti alla categoria L1…

Sorvolando sull’obbligo di ritiro che viene meno se i RAEE non presentano tutte le componenti essenziali o se contengono altri tipi di rifiuto…l’iscrizione al CDC RAEE è facilissima e, soprattutto, non ha nessun costo…quindi chi rientrasse tra gli obbligati (o avesse il dubbio) è opportuno che si iscriva.

Cosa è successo il 7 ottobre 2025?

E’ semplicemente stata pubblicata la Legge 147 2025 che inasprisce le sanzioni ai distributori (non hanno ancora chiarito se si intendono anche gli altri soggetti appartenenti alla D6) che non registrano sul portale del CdC RAEE i depositi preliminari (punti vendita, magazzini…) dove collocano i rifiuti elettronici ritirati ai consumatori o non comunicano al CdC RAEE i quantitativi di RAEE movimentati.

Pertanto nulla di realmente nuovo rispetto a quanto già in essere da inizio anno.

Di certo tra gli operatori del settore la gestione dei rifiuti è sempre stata poco conosciuta ma soprattutto vista come una inutile perdita di tempo…salvo ripensarci quando arrivano denunce, sanzioni o ci si accorge di pagare abbonamenti per servizi di cui non si ha bisogno.

Per terminare voglio ricordare che il primo passo per ogni installatore/manutentore è semplicemente di stabilire quali rifiuti produce così da determinare dove smaltirli e quali regole dover applicare….così facendo molte imprese riescono anche a non avere costi di smaltimento .

Naturalmente resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.